Giulio Regeni, le verità ignorate

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L’autore ripercorre la storia egiziana dalla rivoluzione del 2011 a oggi, dimostrando come in realtà dietro l'omicidio Regeni ci sia un ordinario Stato di polizia in cui restrizioni di libertà e sparizioni non sono affatto un’eccezione. E svela anche i rapporti di connivenza tra questo regime e l’Italia, primo partner commerciale dell’Egitto in Europa con legami che vanno oltre il mero dato economico, accordi sulle politiche migratorie e una rivendicata amicizia tra al-Sisi e Matteo Renzi.
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Giulio Regeni, le verità ignorate

- La dittatura di al-Sisi e i rapporti tra Italia ed Egitto

di Lorenzo Declich

pag 176

 

“Verità per Giulio Regeni” è lo slogan dell’importante campagna di Amnesty International, che chiede nomi e cognomi degli assassini del ricercatore italiano. Questo libro però parla di altre verità, già note eppure ignorate. E che suonano come un esplicito atto d’accusa.

Declich smonta infatti dettagliatamente tutte le tesi che inseriscono la tragica storia di Giulio Regeni nel quadro di un disegno “misterioso”, le cui trame andrebbero scoperte. Ne sono fiorite molte, con il dittatore al-Sisi in qualità di complottista numero uno, ma anche con gran parte dell’informazione italiana a confondere le acque. Trattando la vicenda come un caso eccezionale infatti sono venute fuori numerose quanto improbabili ipotesi su “retroscena” da spy story, che infangano la memoria di Giulio e trasformano il carnefice – il regime egiziano – in vittima.

L’autore ripercorre la storia egiziana dalla rivoluzione del 2011 a oggi, dimostrando come in realtà dietro quest’omicidio ci sia un ordinario Stato di polizia in cui restrizioni di libertà e sparizioni non sono affatto un’eccezione. E svela anche i rapporti di connivenza tra questo regime e l’Italia, primo partner commerciale dell’Egitto in Europa con legami che vanno oltre il mero dato economico, accordi sulle politiche migratorie e una rivendicata amicizia tra al-Sisi e Matteo Renzi.

Quello di Giulio Regeni – sostiene l’autore – doveva essere trattato, da subito, come un caso politico e non come un caso giudiziario, perché il capo di un regime che tortura i suoi cittadini e quelli stranieri non può e non deve sfuggire dalla responsabilità di quei crimini.

"A qualche giorno dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, alcuni attivisti in Italia producono un hashtag – #veritàpergiulio – e un banner che accosta l’immagine dell’italiano a quella di Khaled Said, il ventottenne egiziano ucciso di botte dalla polizia di Alessandria il 6 giugno del 2010. Khaled Said, considerato il “primo martire” della rivoluzione egiziana del 25 gennaio 2011, è uno dei simboli, forse il più forte, di una stagione di lotte che, per molti versi, non è ancora finita. Ad accomunare i due delitti c’è l’età, ma soprattutto il comune sentire delle vittime e – sono certo – la modalità dell’assassinio: la violenza cieca degli apparati dello Stato egiziano".

 

Autore

Lorenzo Declich è un esperto di mondo islamico contemporaneo. Co-traduttore dall'arabo di saggi e romanzi, ha curato libri e collaborato con diverse testate giornalistiche. Le sue pubblicazioni più recenti sono L'islam nudo: le spoglie di una civiltà nel mercato globale (Jouvence, 2015) e Islam in 20 parole (Laterza, 2016).

Recensioni

Venerdì, 10 Giugno 2016

VERITA' per REGENI

(R)