Cercando la poesia perduta

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Provando a indicare una sintesi, viene da dire che il genere della po­esia, sia pure poco frequentato dal grande pubblico dei lettori, e data per certa la possibilità di ricevere linfa da numerosi ambiti, attraver­so visioni linguistiche, filosofiche, politiche, economiche, sociali e di altra natura, anche in futuro sarà vitale e caratterizzato da una varietà di forme grazie all’opera di poeti che avranno la fiducia, oltre che il talento, di esplorare e stimolare l’evoluzione, inevitabile, naturale, della scrittura nel tempo e dentro un rapporto di scambio e osmosi intelligente con i diversi linguaggi e, va da sé, con l’esperienza delle cose.
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Cercando la poesia perduta

di Luca Vaglio

 

Il testo che apre questo libro ripropone, in una forma ampliata, i contenuti di un’inchiesta pubblicata sul quotidiano online Gli Stati Generali il 29 maggio del 2015 e focalizzata sulla possibile margina­lizzazione recente del genere letterario della poesia. Su invito del po­eta Biagio Cepollaro, il tema è stato rilanciato in una conversazione, apparsa sul blog Nazione Indiana il 7 settembre del 2015, tra lo stesso Cepollaro e chi scrive. Lo spirito del libro, come pure quello dell’ar­ticolo da cui origina, è di interrogarsi sulla condizione della poesia in Italia e di raccogliere punti di vista differenti sullo stato delle cose. Non c’è invece la pretesa di dare risposte, di indicare soluzioni o di sollevare giudizi definitivi. Più interessante e fertile ci pare, salvi alcuni dati di fatto e ammesse tutte le opinioni, alimentare una rifles­sione sulla posizione attuale della scrittura poetica.

Nell’intervista pubblicata nella seconda parte, uscita su Gli Stati Generali il 12 marzo del 2016 e in cui si delinea un ampio percorso storico a partire dalla rivoluzione del verso libero, il professore di letteratura italiana Paolo Giovannetti (Iulm), evidenzia nella poesia degli ultimi tempi un fenome­no simile a quello già capitato alle arti figurative, ovvero una tendenza alla concettualizzazione, a trarre, se così si può dire, senso e fondamento da supporti teorici esterni.

Provando a indicare una sintesi, viene da dire che il genere della po­esia, sia pure poco frequentato dal grande pubblico dei lettori, e data per certa la possibilità di ricevere linfa da numerosi ambiti, attraver­so visioni linguistiche, filosofiche, politiche, economiche, sociali e di altra natura, anche in futuro sarà vitale e caratterizzato da una varietà di forme grazie all’opera di poeti che avranno la fiducia, oltre che il talento, di esplorare e stimolare l’evoluzione, inevitabile, naturale, della scrittura nel tempo e dentro un rapporto di scambio e osmosi intelligente con i diversi linguaggi e, va da sé, con l’esperienza delle cose.

 Milano, 21-3-2016   Luca Vaglio

 

AUTORE

Luca Vaglio vive a Milano, dove lavora come giornalista. Ha pubblicato le raccolte di poesia Milano dalle finestre dei bar (Marco Saya Edizioni – 2013), La memoria della felicità (Zona – 2008) e il racconto In riva al Lario (Lite Editions – 2013).

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