La catastròfa

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È un romanzo-verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime – vecchi minatori superstiti, amici, familiari, soprattutto i bambini di allora – e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità. Le loro voci portano il lettore nei cunicoli arroventati della miniera incendiata, negli anfratti dov'era cercato disperato rifugio, e su in superficie tra i pianti delle famiglie, il frastuono dei soccorsi e le frasi sgomente delle prime dichiarazioni; lo conducono lì intorno, nelle baracche e le botteghe dove si svolgeva la vita interrotta. E scorrono poi avanti e indietro nel tempo rispetto al presente della tragedia: ai paesi d'origine, tra poesia del ricordo e miserie primitive, all'incredibile assenza dello Stato italiano (non fu visto un presidente, non un ministro), alla parzialità dell'inchiesta successiva, all'inerzia della giustizia, e infine al solitario, silenzioso e fiero riadattamento alla vita straniera di chi rimase.
Autore
Paolo Di Stefano
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La catastròfa

- Marcinelle 8 agosto 1956

di Paolo Di Stefano

260 pagine

 

«Ho incontrato vecchi minatori, vedove e orfani. Mi sono calato nei pozzi profondi dei loro ricordi belli e brutti, dei pensieri, delle rabbie e dei risentimenti, per salvare quelle voci dopo cinquant’anni e portare in superficie ciò che resta del dolore individuale e collettivo». Un romanzo-verità sulla tragedia di Marcinelle.

Premio Volponi 2011

«Ma alla fine abbiamo mandato giù papà al cimitero, mentre noi abbiamo rimasto qui in Belgio e non ce l'ho mai domandato alla mamma, che ora ha novantasei anni, perché ha voluto prendere questa decisione di non muoversi più dal Belgio».

Il messaggio più scomodo che viene, in queste pagine, dalle parole dei superstiti è che essi furono e si sentirono orfani non solo della miniera ma, una seconda volta, orfani della patria. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956, la Catastròfa (nell'espressione metà dialetto metà francese) è l'incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi. 262 morti, 136 immigrati italiani, caduti per un banale accidente ma uccisi soprattutto dall'imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione. Al di fuori delle celebrazioni rituali, la tragedia di Marcinelle è caduta in un colpevole oblio: questo libro la racconta come non è stata mai raccontata, riportando alla memoria l'epica spesso dolorosa della nostra emigrazione.

È un romanzo-verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime – vecchi minatori superstiti, amici, familiari, soprattutto i bambini di allora – e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità. Le loro voci portano il lettore nei cunicoli arroventati della miniera incendiata, negli anfratti dov'era cercato disperato rifugio, e su in superficie tra i pianti delle famiglie, il frastuono dei soccorsi e le frasi sgomente delle prime dichiarazioni; lo conducono lì intorno, nelle baracche e le botteghe dove si svolgeva la vita interrotta. E scorrono poi avanti e indietro nel tempo rispetto al presente della tragedia: ai paesi d'origine, tra poesia del ricordo e miserie primitive, all'incredibile assenza dello Stato italiano (non fu visto un presidente, non un ministro), alla parzialità dell'inchiesta successiva, all'inerzia della giustizia, e infine al solitario, silenzioso e fiero riadattamento alla vita straniera di chi rimase.

Questo libro induce a riflettere su diverse parole-chiave, quali: lavoro, dignità, sicurezza, emigrazione, patria, giusta remunerazione. Parole incerte e bisognose, oggi come allora, di chiarezza.

Autore

Paolo Di Stefano è nato ad Avola (Siracusa) nel 1956. È inviato del «Corriere della Sera». Ha pubblicato inchieste e romanzi, tra cui Baci da non ripetere (1994, Premio Comisso), Tutti contenti (2003, Superpremio Vittorini e Flaiano), Nel cuore che ti cerca(2008, Premio Campiello e Brancati). Con questa casa editrice La catastròfa. Marcinelle 8agosto 1956 (2011, Premio Volponi) e Giallo d'Avola (2013).

brossura
lIbro nuovo

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