Novecento Rom

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Prima che un’intera generazione abbandoni la Romania, Simplon, il padre di Decebal, riunirà la famiglia per raccontare ai suoi figli le drammatiche tappe della cacciata zingara durante la Seconda guerra mondiale e la tragicità del porrajmos, il genocidio subito nei campi di concentramento. La solidità delle tradizioni e l’orgoglio di un intero popolo saranno l’eredità e allo stesso tempo il fardello che Decebal e gli altri giovani nomadi dovranno portare con sé nel loro viaggio, un bagaglio che li costringerà a rileggere la loro storia per scriverne una nuova pagina.
Autore
Sergio Pretto
 Torna a: Italia

Novecento Rom

di Sergio Pretto

pag 400

 

Il 17 dicembre del 1989, quando in Romania si accendono le prime manifestazioni di dissenso contro Nicolae Ceausescu, Decebal ha 18 anni.

Fa parte di una comunità rom che da diversi decenni si è stabilita alle porte di Timisoara e vive nel rispetto di tradizioni antichissime, nate dalla leggenda della cacciata zingara dall’India e dal mito dei figli del vento. Il precipitare degli eventi politici all’inizio del 1990 nella Romania incendiata dalla rivoluzione, aprirà ai giovani rom le porte dell’esodo verso altri paesi europei e metterà in luce le fragilità di un popolo orgoglioso del proprio passato ma costretto ad aprirsi alla modernità, senza mai dimenticare gli ardori, la magia e l’istinto dei figli del vento.

Prima che un’intera generazione abbandoni la Romania, Simplon, il padre di Decebal, riunirà la famiglia per raccontare ai suoi figli le drammatiche tappe della cacciata zingara durante la Seconda guerra mondiale e la tragicità del porrajmos, il genocidio subito nei campi di concentramento.

La solidità delle tradizioni e l’orgoglio di un intero popolo saranno l’eredità e allo stesso tempo il fardello che Decebal e gli altri giovani nomadi dovranno portare con sé nel loro viaggio, un bagaglio che li costringerà a rileggere la loro storia per scriverne una nuova pagina.

 

L’autore

Sergio Pretto è nato a Roma nel 1940. A spingerlo verso la scrittura è Pier Paolo Pasolini che lo conosce, ragazzino, mentre gioca a pallone in una strada di Monteverde Vecchio a Roma. Incuriosito dai temi scolastici di Pretto, Pasolini ne diviene maestro e negli anni Sessanta lo introduce nella cerchia di famosi scrittori come Alberto Moravia e Elsa Morante. Intanto Pretto decide di dedicarsi al cinema e lavora con Marco Ferreri e Valentino Orsini. Ma presto torna al suo primo amore, la scrittura, e si accosta al giornalismo. Dopo una breve gavetta a «Paese Sera», diventa professionista a «Momento Sera».

Negli anni Settanta, Sergio Zavoli e Andrea Barbato lo chiamano in Rai, dove lavorerà in radio occupandosi di economia, sindacato, società e cultura, sia come caporedattore sia come inviato con servizi da America, Asia, Africa, Europa.

Novecento Rom è il suo primo romanzo. Per scriverlo ha vissuto a lungo in Romania, a Craiova, in una comunità di zingari che, con i loro racconti, hanno ispirato gran parte delle vicende narrate in questo libro.

brossura
lIbro nuovo

Recensioni

Giovedì, 26 Marzo 2015

un vero capolavoro!

(R)