Non andateci! Il mistero del Passo Dyatlov

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Unione Sovietica. Anno 1959. Accade qualcosa di strano su cui ci interroghiamo ancora oggi. Nove studenti universitari scompaiono durante un’escursione invernale sui monti Urali. Verranno ritrovati, in una serie di macabre circostanze, ai limiti di una brulla foresta della taiga siberiana. E mille domande alimenteranno il mistero della loro morte. Perché alcuni di loro erano quasi nudi? Perché non indossavano gli scarponi? Perché c’erano strani segni sui tronchi degli alberi vicini? Perché i rami degli alberi erano spezzati fino ad un’altezza di nove metri? Cos’era stata quella cosiddetta “forza travolgente” capace di rompere otto costole in un solo colpo senza causare contusioni? Perché i loro abiti furono sottoposti al test delle radiazioni? Perché il KGB si infiltrò nel gruppo di ricerca e fu presente ai loro funerali?... Ma soprattutto, sono morti o furono uccisi? Questo è l’autorevole libro di Svetlana Oss, autrice internazionale e giornalista investigativa che è stata la principale cronista del mistero del Passo Dyatlov fino da quando «The Moscow Times» le affidò l’incarico nel 2007-2008. Grazie a nuove informazioni, nuove analisi, nuovi criteri di indagine, la sua soluzione vi stupirà.
Autore
Svetlana Oss
 Torna a: Esplorazioni / Montagna

Non andateci! Il mistero del Passo Dyatlov

autore: Svetlana Oss   

formato13x20,5

pagine  208

 

Unione Sovietica. Anno 1959. Accade qualcosa di strano su cui ci interroghiamo ancora oggi. Nove studenti universitari scompaiono durante un’escursione invernale sui monti Urali. Verranno ritrovati, in una serie di macabre circostanze, ai limiti di una brulla foresta della taiga siberiana. E mille domande alimenteranno il mistero della loro morte. Perché alcuni di loro erano quasi nudi? Perché non indossavano gli scarponi? Perché c’erano strani segni sui tronchi degli alberi vicini? Perché i rami degli alberi erano spezzati fino ad un’altezza di nove metri? Cos’era stata quella cosiddetta “forza travolgente” capace di rompere otto costole in un solo colpo senza causare contusioni? Perché i loro abiti furono sottoposti al test delle radiazioni? Perché il KGB si infiltrò nel gruppo di ricerca e fu presente ai loro funerali?... Ma soprattutto, sono morti o furono uccisi?


Questo è l’autorevole libro di Svetlana Oss, autrice internazionale e giornalista investigativa che è stata la principale cronista del mistero del Passo Dyatlov fino da quando «The Moscow Times» le affidò l’incarico nel 2007-2008. Grazie a nuove informazioni, nuove analisi, nuovi criteri di indagine, la sua soluzione vi stupirà.

 

AUTRICE

Svetlana Oss (Osadchuk) è una scrittrice e una giornalista investigativa russa. Ha pubblicato numerosi articoli su «The Moscow Times», «The St.Petersburg Times» e in «The New York Times». Nel 2012 l'importante editore russo EKSMO ha pubblicato il suo primo romanzo: 'One Life Narrative". Svetlana ha una passione per le inchieste e i misteri dell'era Sovietica, e li trasforma in storie eccitanti, informative e piacevoli da leggere. Questo suo libro, adesso in edizione italiana, è stato pubblicato in inglese nel 2015: "Don't go there. The mystery of Dyatlov Pass"Ulteriori risorse (foto, e altro) sono disponibili sul blog dell'autrice  www.svetlanaoss.com

 

Reconstruction of the events of night of 1-2 Feb 1959.

 

“It’s the last day of preparations and everything has been quite hectic. From 11 in the morning I was scampering between stores buying different bits and pieces. And I was silly enough to buy five meters of cambric that cost 200 rubles. I was packing in such a rush and of course I’ve forgotten one of my sweaters! Everyone was busy with something, and we had so many things to arrange!” ─ From Lyuda Dubinina’s personal diary, Jan 23th, 1959.

 

Yuri Yudin hugging Lyudmila Dublinina as he prepares to leave the group due to illness in late January 1959, as Igor Dyatlov looks on.

 

The skiers set up camp on the evening of 1 February.

A view of the tent as the rescuers found it on Feb. 26, 1959. The tent had been cut open from inside, and most of the skiers had fled in socks or barefoot.

 

lIbro nuovo
brossura

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