Storia della bambina che volle fermare il tempo

8,00 €
6,80 €
You save:
1,20 €
In Stock
"Nessuno mi guarda, non so che cos’ho fatto. Perché nessuno mi rivolge la parola?" una fiaba dalle atmosfere screziate di perturbante che solo gradualmente rivela la sua natura allegorica, tenendo in ostaggio il lettore fino allo straordinario epilogo.
Autore
Jenny Erpenbeck
 Torna a: Romanzi / Narrativa

STORIA DELLA BAMBINA CHE VOLLE FERMARE IL TEMPO

di Jenny Erpenbeck

[Germania]

pag 96

La polizia l’ha trovata di notte, in una strada piena di negozi, con un secchio in mano. Lei dice di avere quattordici anni, ma non ricorda come si chiama, dove vive o chi siano i suoi genitori. Nell’istituto a cui viene affidata, i compagni dapprima la ignorano, poi ne fanno oggetto di spietate attenzioni, spinti dalla sua muta acquiescenza ed estrema remissività, ma soprattutto del suo eccezionale aspetto fisico. La bambina, infatti, è enorme. E sembra che siano proprio queste forme sproporzionate rispetto all’età a custodire la memoria del suo enigmatico passato. Con questa magistrale variazione sul tema classico della sospensione del tempo, Jenny Erpenbeck ci consegna una fiaba dalle atmosfere screziate di perturbante che solo gradualmente rivela la sua natura allegorica, tenendo in ostaggio il lettore fino allo straordinario epilogo.

 

Storia della bambina che volle fermare il tempo, suo libro d’esordio, ne ha rivelato il precoce e originale talento, mentre il più recente Di Passaggio, tradotto in una dozzina di lingue e straordinario successo di critica e pubblico, l’ha consacrata come uno degli astri nascenti della letteratura tedesca.

 

Autore

Jenny Erpenbeck (1966) è nata a Berlino Est ed è l’ultima erede di una dinastia di intellettuali della DDR. Il padre John era fisico e filosofo, la madre, Doris Kilias, traduttrice dall’arabo, mentre i nonni, Fritz Erpenbeck e Hedda Zinner, entrambi scrittori. Dopo una breve parentesi all’Università Humboldt di Berlino, intraprende gli studi di Regia presso il conservatorio Hanns Eisler, dove è allieva, tra gli altri, di Peter Konwitschny, Ruth Berghaus e Heiner Müller. Parallelamente all’attività di scrittrice, Erpenbeck coltiva la vocazione per il teatro musicale, che la porta a dirigere, tra gli altri, opere di Schoenberg, Monteverdi, Bartók e Mozart.

Il suo esordio letterario è Geschichte vom alten Kind (Storia della bambina che volle fermare il tempo, 1999), un romanzo in cui la giovanissima protagonista, una bambina muta e senza passato, vive la reclusione in orfanotrofio come un’esperienza onirica e totalizzante. Affascinati dal suo straordinario talento, alcuni critici la consacrano come l’astro nascente della letteratura tedesca contemporanea. «Non leggevo qualcosa di così bello, così stimolante, intrepido e vivo da molto tempo» commenterà Nicole Krauss. Con il pluripremiato Heimsuchung (Di passaggio, 2008), tradotto in una quindicina di lingue, si impone definitivamente sulla scena letteraria internazionale, ottenendo un sorprendente successo di pubblico e di critica anche oltreoceano. Di questo libro, presentato al pubblico italiano nella magistrale traduzione di Ada Vigliani, ha scritto Michel Faber: «Jenny Erpenbeck ci immerge così in profondità nell’universo di ciascun personaggio, che finiamo per affezionarci a ciascuno di essi, preoccuparci di ciò che li preoccupa, ignorare ciò che anche loro ignorano. Vorremmo che nessuno fosse costretto ad abbandonare la casa».

 

Opere in italiano

Di passaggio, Zandonai, Rovereto 2011

Storia della bambina che volle fermare il tempo, Zandonai, Rovereto 2013

brossura
lIbro nuovo

Recensioni

Domenica, 19 Aprile 2015

una scrittura che tiene incollati alle pagine fino all'epilogo

un bel libro da leggere subito

(R)