Tawfik, egiziano, ha sedici anni quando parte da Telbana, in fuga dalla povertà e da suo padre, un imam il cui principio è: «Devi allungare i piedi fino a dove arriva la coperta». Lui però sogna una vita migliore. Il ragazzo di Telbana di Paolo Di Stefano 208 pagine Tawfik, egiziano, ha sedici anni quando parte da Telbana, in fuga dalla povertà e da suo padre, un imam il cui principio è: «Devi allungare i piedi fino a dove arriva la coperta». Lui però sogna una vita migliore, e senza avere il coraggio di salutare sua madre, attraversa il deserto, si imbarca in Libia e arriva in Sicilia. Qui annota su un foglietto tutte le parole italiane che sente e forse non sarà più soltanto un migrante arabo in terra straniera ma un giovane con i propri conflitti, le proprie aspettative, sogni e sentimenti. AUTORE Paolo Di Stefano È cresciuto a Lugano, in Svizzera. Si è laureato in Filologia romanza con Cesare Segre a Pavia. Dopo una breve esperienza di ricerca universitaria, ha lavorato come giornalista al Corriere del Ticino e a La Repubblica, ed è stato responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera,[1] di cui è ora inviato speciale. È stato editor presso la casa editrice Einaudi. Ha insegnato Cultura giornalistica alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano. Ha scritto saggi filologici e critico-letterari, ha curato volumi miscellanei. È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese e tedesco. Nelle sue opere affronta temi come: la memoria e l'oblio, l'infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l'emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud. La sua opera narrativa è stata accolta da numerosi e prestigiosi premi letterari, quali il Premio Viareggio, il Bagutta, il Campiello, il Comisso, il Vittorini, il Flaiano, il Grinzane Cavour. Nel 2016 dal romanzo La catastrofa (che racconta la tragedia dell'8 agosto 1956, quando in mi