Sui confini

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Il tema del confine si intreccia inesorabilmente con la cronaca. Il libro è un viaggio sulle frontiere di un’Europa, quella di Schengen, che vacilla; ma non si limita alla cronaca dell’emergenza umanitaria. L’autore, negli ultimi tre anni, attraversa luoghi dove rimangono indizi di una storia recente, di frontiere in realtà ancora in essere.
Autore
Marco Truzzi
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Sui confini

Europa, un viaggio sulle frontiere

di Marco Truzzi

 

 Al nord, a Basilea, città d’incontro di tre nazioni, a Copenaghen, tra percorsi ciclabili rialzati ed eleganti palazzi in vetro e cemento, e ancora più su, in Svezia e in Norvegia, dove il confine è segnato da pianure, boschi e una pace silente, si percepisce ancora solo l’eco lontana di quanto avviene lungo altri confini, spesso letteralmente “in fiamme”.
A Melilla, in un’Europa che è Africa, al checkpoint di Barrio Chino controllato dal governo spagnolo, centinaia di persone trasportano balle piene di mercanzia, lavorando per conto di notabili marocchini per una forma di migrazione costante e tollerata; a Ventimiglia, alcune decine di ragazzi africani trascorrono l’estate accampati sugli scogli in riva al mare; a Calais si muore nel tentativo di attraversare la Manica nascosti sotto i tir o si vive nel limbo della “jungle”; a Röszke, in Ungheria, si sorveglia un muro di fil di ferro, che tenga lontani i siriani; a Seghedino, a Cracovia, persino in una capitale come Belgrado, si vive in attesa che qualcosa debba accadere, qualcosa di minaccioso, qualcosa che ha a che fare con le frontiere e la difesa dei confini come suggello dell’identità nazionale; a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, sorge il più grande e disperato campo profughi d’Europa.
Così il racconto dei confini diventa racconto dell’attualità, diario geopolitico dell’Europa, dove le linee di demarcazione continuano a rappresentare luoghi simbolici che proteggono realtà economiche e sociali e affermano un’appartenenza geografica irrinunciabile e, soprattutto, non cedibile a chi non ha i requisiti per farne parte.
 
 
AUTORE
 
Marco Truzzi (Correggio, 1975). Giornalista, laureato in Filosofia, ha conseguito un master all’Università di Urbino in ambito editoriale. Ha pubblicato articoli e racconti in antologie, riviste, giornali, web e radio. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere (Instar), con cui ha vinto il premio Rhegium Julii, il premio Fortunato Seminara e il premio Bagutta come migliore opera prima e che attualmente è in corso di traduzione per gli Stati Uniti. Nel 2015 è stato uno degli 8 autori selezionati per Syntagma Square, progetto di romanzo corale europeo.
lIbro nuovo
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