Uno dei romanzi più importanti della letteratura capoverdiana dedicato alla vita dell'Arcipelago afflitto dalla siccità e dalla carestia. Hora di bai è un romanzo sociale dotato di una colonna sonora fatta di mornas e di coladeiras, intrise di malinconia, di speranza, di dolcezza o, per usare espressioni locali, di sodade e di morabeza. Il libro è un prezioso documento storico e, al contempo, la lucida testimonianza di un dramma all’epoca totalmente ignorato dalla comunità internazionale.
Célio Matemona, per gli amici Célio Matematik, si serve di derivate, equazioni e teoremi per interpretare il mondo. Tra gli orfani e i diseredati di Kinshasa, però, le sue doti vanno sprecate fino a quando non viene assunto da un oscuro uffcio che lavora per la presidenza e si occupa di manipolare le informazioni. Ma politicanti e faccendieri devono tremare: Célio non ha intenzione di sprecare il suo talento al loro servizio. Il prezioso Compendio di matematica, l’oracolo da cui trae il suo sapere, finirà per trasformarsi in un’arma micidiale contro il potere corrotto.
Siamo a Nyaminombe, Ruanda, nei primi anni Settanta, e ad arrivare sono le allieve, figlie di ministri, uomini d’affari e ricchi commercianti – Gloriosa, Frida, Goretti, Godelive, Immaculée e tante altre, le ragazze destinate a diventare un modello per tutte le donne del paese. Ma ci sono anche Veronica e Virginia, due delle giovani tutsi ammesse in virtù della quota etnica, un misero diecipercento, un’elemosina degli hutu. Inizia così un nuovo anno scolastico, scandito da lezioni e pasti in comune, da pene e momenti di buonumore, e da preghiere, canti e pellegrinaggi alla statua di Nostra Signora del Nilo. Ma l’atmosfera di virginale ordine cela crepe minacciose, occulta la fosca lussuria del cappellano e l’astiosa impudenza di alcune allieve che sfocia in odio razziale, e niente rimarrà intatto di quel breve anno segnato dalla pioggia incessante.
Pezzi di vetro racconta le vicende di Pezzi di vetro un ex professore troppo innamorato della bottiglia, assiduo frequentatore del bar "Credito a morte", che in un quaderno inizia ad annotare tutto quello che vede: la gara per la pisciata più lunga del mondo; la descrizione delle lolite del quartiere Rex; la storia di un guaritore che fa miracoli meglio di tutti, perfino di Cristo.
«Donne, siete pronte per la storia?» È questa la domanda che Ellen Johnson Sirleaf, Presidente della Liberia e Premio Nobel per la pace, lancia al suo Paese dopo la vittoria alle presidenziali nel 2005. Donna straordinaria e politica capace, in queste pagine racconta la lunga strada che l’ha portata a diventare la prima donna Presidente di uno stato africano, un percorso non semplice, fatto anche di carcere ed esilio, di lotte e battaglie civili spesso sconosciute nei distratti Paesi europei.
Kenya, 1978. Nell’anno della morte del presidente Kenyatta, il «padre della patria» di etnia kikuyu, Wainaina ha sette anni e nella mente «un milione di corridoi». Da qui prende il via questo memoir di formazione che procede per ricordi e metafore immaginifiche, in cui Binyavanga racconta la propria storia e insieme quella, ingarbugliata e violenta, del continente nero.
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