Un libro in cui le immagini degli animali diventano il punto di partenza di un sogno a occhi aperti: un punto dal quale chi sogna si allontana per intraprendere un viaggio verso l’infanzia. Un viaggio verso l’innocenza e la bellezza di chi non sa di essere bello. Come i bambini, come gli animali.
Non esiste una sola realtà, un solo sguardo. Vedere le cose da diverse prospettive è un modo proficuo per entrare a patti col mondo, con il nostro stare al mondo. Lo sanno bene i ragazzi dell’Atelier dell’Errore, un laboratorio d’arti visive creato 14 anni da un progetto di Luca Santiago Mora, nato come complemento all’attività clinica della neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia e Bergamo. Il loro immaginario espressivo è votato alla rappresentazione degli animali come figure ancestrali, organismi viventi estranei a ogni tradizionale ordine di classificazione scientifica. Gli animali dell’Atelier incarnano certamente le paure e le sconfitte di chi li ha disegnati ma ancor più il loro bisogno di protezione e la loro potente voglia di riscatto. Animate da un’energia visionaria, le opere dell’Atelier nascono da una esigenza dei ragazzi di rassicurazione e di sostegno per la conquista di autostima e fiducia in sé stessi e per la crescita di un proficuo sistema di relazione con gli altri.
In questa chiaroveggente ballata Brecht ci sprona a riflettere sulla nostra accettazione e collaborazione a un mondo che è sul punto di “decapitare l’umanità”. Ogni suo verso, caustico e tagliente, punta ad essere strumento di persuasione e specchio ironico dei nostri innumerevoli sì al mondo così come ai poteri che lo governano.
In queste pagine assolutamente bianche non si vede nulla, ma si sa che c’è una bambina tutta vestita di bianco, sperduta nella neve. Si sa che c’è una nonna, una mamma, un lupo. Si sa che c’è una panchina di pietra nel piccolo giardino coperto dalla neve, ma non si vede niente, non si vede la cuccia del cane, non si vedono le aiuole non si vede niente, proprio niente, tutto è coperto dalla neve. “Mai vista tanta neve”.
La fiaba classica di Cappuccetto Rosso viene qui trasportata nel mondo moderno, fatto di lupi e boschi diversi da quelli della fiaba… ma altrettanto pericolosi e dove l'happy ending… purtroppo, non è garantito! Autore Roberto Innocenti (Bagno a Ripoli, 16 febbraio 1940) è un illustratore italiano. Si forma come autodidatta, dedicandosi dapprima alla grafica dagli anni sessanta. Vive e lavora a Montespertoli, nei pressi di Firenze. Da un'idea geniale del grande Roberto Innocenti!
Nel film di Alfred Hitchcock Gli uccelli - tratto dal racconto di Daphne du Maurier che qui riproponiamo - si rivela la negazione dell’armonia che viene meno allorché uomo e animali cessano di stare ciascuno al proprio posto. «Entra in crisi il nostro sistema valutativo» scrive il critico hitchcockiano Fabio Carlini «perché gli uccelli, improvvisamente hanno mutato l’ordine dei ruoli».
Divertirsi “prendendosi gioco” dei numeri: è questo il segreto di quest’ironica opera. L’associazione tra i numeri (da 1 a... 11!) e le figure è dettata dalla pura libertà creatrice della fantasia.
In una giungla di tutti i giorni, una mattina un tigre si sveglia deciso a diventare il re. Cedere il potere? A Leo, il leone, non passa neppure per l'anticamera del cervello. Ne nasce uno scontro feroce, in cui tutte le bestie, dall’alce alla zebra, si battono gli uni contro gli altri senza sapere perché, per chi e per cosa. Fino al sorgere della luna che illumina una giungla desolata in cui tutti gli animali sono morti tranne il tigre. Sovrano, sì, ma di un regno senza sudditi. Semplice e corrosiva, ecco la morale di James Thurber: “Per regnare sugli animali occorre che ci siano gli animali...” Una favola del nostro tempo in cui un grande umorista statunitense ci fa riflettere sull’ottusità del potere, maschile, e sull’inutilità della guerra. Riletta attraverso le immagini di un giovanissimo talento che già si annuncia una stella: JooHee Yoon.
Sei ritratti di bambini tra i più affascinanti scritti sull’infanzia e sull’educazione del grande filosofo berlinese,in un’appassionata interpretazione di Gabriella Giandelli.
Decidere di tuffarsi non è facile come sembra. Soprattutto se gli altri non ci pensano proprio, e preferiscono galleggiare sicuri, con tanto di sicure ciambelle.
“Radici profonde che arrivano a toccare l’acqua da dove si abbeverano anche gli alberi ma anche la pipì e le lacrime che sono salate e che scendono e bagnano lasciando il segno.” Le memorie di una mente bambina che descrive e annota le cose, osservando la natura, gli animali e il loro messaggio.
Il realismo rigoroso di Richard Matheson, uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo e il segno radicale di Armin Greder si fondono in un’atmosfera surreale e di suspence. Fino alla fine del mondo. In un mondo sovraffollato, uomini come lemming si dirigono verso la loro ineluttabile fine, sotto gli occhi di due poliziotti che come operatori del traffico in una ordinaria giornata dirigono le manovre per la fine dell’umanità. Nessuno protesta, nessuno si sottrae, tutti, fino all’ultimo, sono ugualmente determinati a una scelta apparentemente inspiegabile. I due poliziotti, Carmack e Reordon assistono rassagnati alla lugubre sfilata. Quello che resta è un deserto di auto che costeggia il mare, divenuto voragine che tutto avvolge, tutto ingloba e forse tutto sana. Anche loro dovranno scegliere. Questa profezia distopica e iperrealistica allo stesso tempo, questa nostra fine, è poi così impossibile da immaginare?
Serigrafia in 200 copie numerate. Un classico della letteratura fatto rivivere dalla maestria inventiva di Maurizio Quarello che incontra e traduce l’arte combinatoria di Borges. Un prezioso libro in cui prendono corpo il demone della simmetria, il minotauro ombra di altri sogni e la scimmia dell’inchiostro, grazie alla sapiente animazione pop up di Luigia Giovannangelo.
Ancora un’invenzione semplice e geniale della giovane autrice coreana che affronta con precise ed accattivanti immagini disegnate il tema dello specchio e dello specchiarsi, ripercorrendo e mimando i giochi visivi che tutti, dai piccoli ai grandi, fanno davanti a questo oggetto quotidiano che riflette le nostre immagini. Il finale come in Alice, primo libro di Suzy Lee edito dalla nostra casa editrice, è un altrettanto semplice colpo di scena.
Il lettore, adulto o bambino, viene completamente coinvolto ed entra attivamente nel racconto, in un percorso fatto di immagini e suggestioni create dall'uso di carte diverse fustellate e disegnate. Un viaggio dentro la lattiginosa opacità della nebbia di Milano, un approdo nell'allegra vivacità del mondo del circo.
Un testo misurato e fertile. Un canto che viene da lontano, capace di strappare all’antico la sua eco. Un testo poetico che restituisce il dolore e l’incanto della crescita come scoperta. Due voci straordinarie, Enzo e Lorenzo Mancuso, interpretate dal tratto elegante e trasognato di Mara Cerri. Come svegliati da un richiamo lontano, immersi in un’atmosfera tra sogno e realtà, due giovani fratelli si lasciano trasportare quasi per gioco da un fiume improvviso di piccole biglie che rotolano via. Dove li stanno portando? Da chi? Saranno le biglie, come occhi di vetro a svelare un incontro, a donargli un nuovo sguardo e fargli compiere viaggio nel “pozzo dell’anima”. Lì dove vita e morte, incanto e dolore, uomo e natura tornano ad essere esperienza del sacro. E forse al ritorno, i due fratelli, non saranno più gli stessi. Il libro contiene un codice numerico personalizzato per effettuare il download gratuito di 6 brani musicali dei Fratelli Mancuso, fra cui “Occhi di vetro”
Una cantina buia e deserta può diventare, con un piccolo aiuto della fantasia, una giungla folta ed intricata con piante ed animali curiosi, a volte litigiosi ma sempre pronti a lasciarsi coinvolgere in nuove incantate avventure...
Poi un giorno me ne sono andata anche io come le foglie in autunno e come fece un giorno mia madre.” Eritrea, Ciad, Afghanistan, Palestina, Algeria, Bangladesh, India, Romania. Donne e uomini con radici lontane da qui e tra loro. Uniti dalla comune radice della diversità e da una nuova lingua che avvicina. Per lasciare tracce della memoria, ma anche per mettere nuove radici. La storia, le storie di diciassette alberi: l’albero di Neem e quello degli antenati, l’albero delle banane rosse e quello del deserto, l’albero del dubbio e quello della paura… Diciassette storie, diverse e insieme simili, nella comune ricerca del senso del segreto umano. Un libro interamente fatto a mano, dalla stampa serigrafica alla rilegatura.
"Armin Greder dopo averci dato almeno tre capolavori del disegno che scruta e 'legge', interpreta e illumina, temi centrali di oggi e alcuni a temi di sempre affronta ora il mondo contemporaneo, quello che ci appartiene o, meglio, a cui apparteniamo, e lo fa sotto il profilo della mutazione più radicale di tutte, che è pur sempre quella dell’economia. E dunque del lavoro, dei modi di guadagnarsi la vita, perché, sì, la vita deve sempre guadagnarsela chi non appartiene alla piccolissima cerchia degli eletti, anche nella new economy e nelle sue invenzioni e illusioni.
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