Egitto Democrazia Militare

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Un reportage di grande attualità. Uno sguardo dall’interno su tre anni di eventi rivoluzionari che hanno cambiato l’Egitto. Ben oltre la cronaca, il libro rivela l’immagine di un Paese che in poco tempo ha visto il movimento di piazza trasformarsi in un colpo di stato militare ed è alle prese oggi con una condizione di severo e completo controllo sociale e politico.
Autore
Giuseppe Acconcia
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Egitto Democrazia Militare

di Giuseppe Acconcia 

pagine 240

 

Il testo è accompagnato dalla prefazione di Sonallah Ibrahim*, uno dei più importanti scrittori egiziani.

L’incoronazione dell’ex generale Abdel Fattah al-Sisi come nuovo presidente egiziano ha chiuso tre anni rivoluzionari che hanno cambiato il Paese. Il racconto dal basso delle rivolte di piazza descrive un Egitto straordinario, diviso tra modernità e tradizione, dalla repressione di migranti e minoranze, alla punizione collettiva delle tribù del Sinai, dagli operai delle fabbriche di Suez al massacro di Rabaa el Adaweya. Piazza Tahrir da laboratorio di politica di strada è diventato il centro della repressione, con le centinaia di stupri contro le donne che hanno preso parte alle manifestazioni. Eppure gli islamisti avevano gioito per la vittoria del primo presidente eletto della storia egiziana, Mohammed Morsi, dopo mesi di violenze, le contestazioni degli operai di Mahalla al Kubra, la strage dello stadio di Port Said e gli scontri tra sufi e salafiti al confine libico.

Sebbene il movimento sociale di piazza Tahrir del gennaio 2011 si sia trasformato subito in un colpo di stato militare, l’esercito ha agito con cautela per riprodurre il consueto rapporto tra élite politica e militare, intervenendo sul potenziale rivoluzionario dei movimenti di piazza. L’incontro a Tahrir tra gli organizzatissimi Fratelli musulmani e i giovani rivoluzionari ha immediatamente disattivato il potenziale del movimento. Ma le forze armate hanno voluto di nuovo azzerare la distinzione tra politici e militari intervenendo direttamente per annullare la rivoluzione del 25 gennaio 2011 con il colpo di stato del 3 luglio 2013. Da quel momento i militari hanno imposto la vendetta verso movimenti di opposizione laica e islamista e un controllo scientifico sulla società egiziana.

AUTORE

Giuseppe Acconcia Corrispondente dal Cairo del «Manifesto» dal 2011 e ricercatore specializzato in Medio Oriente per le Università di Londra e Pavia, ha scritto anche per «The Independent», «Al Ahram weekly», «Xinhua» e «Opendemocracy». È laureato in Economia politica all’Università Bocconi di Milano con tesi sul movimento riformista iraniano. Ha conseguito un Master in Middle Eastern Politics alla School of Oriental and African Studies (Soas) con tesi sul ruolo dei militari in politica in Medio oriente. Ha insegnato all’Università americana del Cairo, lavorato nella sezione Mediterraneo e Medio Oriente dell’Istituto affari internazionali e nella cooperazione euro-mediterranea. Ha pubblicato saggi tra gli altri con Il Mulino, The International Spectator, Ispi e Oil. È autore di “Egitto. Democrazia militare” (Exorma, 2014), “La primavera egiziana” (Infinito, 2012) e “Un inverno di due giorni” (Fara, 2007). Vincitore dei premi Castellano e Giornalisti del Mediterraneo 2013, ha scritto con i migranti di Apollo 11, realizzato il documentario radiofonico per Radio3Rai “Il Cairo dalle strade della rivoluzione” e collaborato alla drammaturgia di “Pictures from Gihan”dei Muta Imago.

 

PREFATORE

Sonallah Ibrahim, 77 anni, è uno dei più importanti scrittori egiziani. Marxista, autore tra l’altro di “Warda” (2000) e “Americanli” (2005), militante del Movimento democratico per la liberazione nazionale, Sonallah nel 2003 ha rifiutato un premio letterario, pari a 100.000 ghinee (12.000 euro), in polemica con il ministero della Cultura, controllato dal Partito nazionale democratico dell’ex presidente Hosni Mubarak. Sonallah ha trascorso cinque anni in prigione tra il 1959 e il 1964 per il suo impegno politico durante la presidenza di Gamal Abdel Nasser.

brossura
lIbro nuovo

Recensioni

Sabato, 28 Maggio 2016

interessantissimo, chiarisce molti aspetti cruciali della situazione dell'Egitto di oggi,

(R)