Attorno a questo mio corpo

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Attorno a questo mio corpo è una galleria di referti e di ritratti di grandi scrittori italiani (Campanella, Alfieri, Foscolo, Leopardi, De Roberto, Ungaretti, Saba, Morante, ecc.) che prova a fare letteratura percorrendo binari laterali e strade secondarie d’indagine: aneddoti, lettere, testimonianze, descrizioni, diari, ricordi e memorie.
Autore
Laura Pacelli, Maria Francesca Papi e Fabio Pierangeli
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Attorno a questo mio corpo

a cura di Laura Pacelli, Maria Francesca Papi e Fabio Pierangeli

pag 624

 

Attorno a questo mio corpo è un esperimento pensato a lungo, realizzato in équipe, ragionato a fondo con i curatori Laura Pacelli, Maria Francesca Papi e Fabio Pierangeli, e con gli studiosi e gli scrittori chiamati a partecipare a questo lavoro collettivo. 

L’idea di partenza è stata quella di fare una piccola storia della letteratura costruita però dal “basso”, attraverso la specola del corpo degli scrittori – sappiamo comunque bene che, in ultima istanza, degli scrittori conta solo l’opera.

Epperò ci è sembrato interessante provare a raccontare la letteratura italiana indagando la salute, le patologie, le nevrosi, le mani, gli occhi, le fattezze, il respiro e l’affanno degli scrittori. Altri chiariranno meglio di noi quanto la biografia o, addirittura, la biografia fisica, abbia influito sui destini di un’opera letteraria – noi, ovviamente, non pensiamo con questo lavoro di dire una parola definitiva sull’argomento. Eppure leggendo queste biografie corporali, questi ritratti di carne, inevitabilmente approssimativi – spesso ci si è spinti a raccontare fattezze poco documentate e obliate in secoli lontani – si prova lo stupore e, perché no?, la felicità di sentire il genio e il talento a una vicinanza estrema, cioè fraterna. 

Attorno a questo mio corpo è una galleria di referti e di ritratti di grandi scrittori italiani (Campanella, Alfieri, Foscolo, Leopardi, De Roberto, Ungaretti, Saba, Morante, ecc.) che prova a fare letteratura percorrendo binari laterali e strade secondarie d’indagine: aneddoti, lettere, testimonianze, descrizioni, diari, ricordi e memorie. Infine, non sfugge all’opera – lo si dica senza timori di sorta – la speranza di porsi come porta d’accesso per quanti, magari giovani o giovanissimi, spaventati dall’abisso della letteratura, non pensano mai fino in fondo che gli scrittori furono e sono anzitutto corpi in carne e ossa, le cui vicende umane e letterarie non saranno mai troppo lontane dalle esistenze di tutti noi. (Andrea Di Consoli) 

 

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Venerdì, 17 Aprile 2015

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