In Italia il lavoro dipendente assume sempre di più i contorni di una forma di schiavitù post moderna. La nuova precarietà, le condizioni di impiego, le retribuzioni, i metodi di organizzazione del personale. Un'inchiesta nazionale che dà voce a chi lavora ai limiti della legalità.
Perché la democrazia liberale è in crisi? Dio è tornato? Sta per scoppiare una nuova guerra mondiale? Che cosa significa l'ascesa di Donald Trump? Che cosa si può fare per contrastare l'epidemia di notizie false? Quali civiltà domineranno il pianeta: l'Occidente, la Cina, l'islam?
Quella di Ada Colau, classe 1974, occupante di case divenuta sindaca di Barcellona, è la storia di un’alternativa possibile nel governo delle grandi città europee travolte dalla crisi. Il libro racconta come da quell’esperienza di movimento sia stato possibile arrivare al governo della città in un percorso distinto dai partiti, compreso l’alleato Podemos, seppur di “confluenza” con essi. Da qui nasce Barcelona en Comú, realtà che ha saputo capitalizzare al meglio la crisi del sistema politico spagnolo portando al governo le virtù e i limiti dei movimenti sociali. Gli autori raccontano i suoi primi mesi da sindaca, le esperienze virtuose, la rete con le altre “città ribelli” spagnole, i legami con chi ragiona di un Plan B in Europa, ma anche gli errori e la dialettica con gli stessi movimenti da cui proviene.
l’Afghanistan, il libro racconta gli errori, le bugie, i cambiamenti di rotta in questi 15 anni di missione internazionale. È un viaggio fatto di date, fatti, cifre, ma narrato con il passo della letteratura di viaggio. Un racconto crudo ma carico di dettagli, per condurci in uno dei luoghi più pericolosi e complessi al mondo.
«L'America non è mai stata innocente». Queste le prime parole del romanzo con cui James Ellroy è passato dagli ambienti di Los Angeles a una prospettiva più ampia.
questa antologia fu realizzata per la prima volta, nel 1950, dal Centro del libro popolare di Torino, di Norberto Bobbio. Rivolto ai giovani, e non solo, è uno strumento per non dimenticare un periodo fondamentale della nostra storia, per comprendere il coraggio, il lavoro e la sofferenza che hanno contribuito in maniera essenziale al conseguimento delle libertà di cui noi beneficiamo.
La cronaca straordinariamente avvincente di «Assedio» comincia all'avvio del secondo anno della presidenza Trump e termina con la consegna del rapporto Mueller, rivelando un'amministrazione sempre più sotto il torchio degli inquirenti e un presidente via via più suscettibile, imprevedibile e vulnerabile.
L'emergere di nuove forme di scienza aperta sta riconfigurando profondamente le relazioni tra ricerca, società e mercato. Le culture hacker sono infatti uscite dal mondo del software per contaminare altri saperi, in particolare le scienze della vita. È così nata l'inedita figura del biohacker, capace di mettere in discussione la ricerca proprietaria perseguita da «Big Bio» e la sua politica dei brevetti.
"Per oltre quarant’anni il fondamentalismo neoliberista ha potuto scorrazzare per il pianeta, riuscendo a produrre il massimo della diseguaglianza sociale proprio nel momento in cui la ricchezza prodotta poteva consentire il massimo delle possibilità individuali e collettive. Oggi, di fronte ai nodi sistemici di una crisi profonda del capitalismo, che è al contempo economica e finanziaria, sociale e ambientale, le soluzioni che ci vengono imposte sono le stesse che la crisi l’hanno provocata, approfondita, portata a un punto di difficile reversibilità.
Per chi non ci crede più. Per chi vorrebbe crederci. Per chi non ci ha mai creduto. Perché le idee politiche hanno sempre più senso nel mondo globale in mano al capitalismo più selvaggio e perché la sinistra può ancora salvare il mondo?
Bruno Nassim Aboudrar riaccende il dibattito e mette in luce i malintesi che si sono sedimentati intorno alla millenaria usanza di nascondere il volto delle donne. Il velo non nasce musulmano ma lo diventa. Il Corano lo menziona appena. La storia che mette capo all’obbligo di indossarlo è lunga e complessa e al suo interno l’epoca del colonialismo costituisce una tappa decisiva. Se il velo ci traumatizza non è tanto perché offende la dignità delle donne o viola il principio della laicità quanto perché stravolge un ordinamento visuale fondato sulla trasparenza e vi contrappone una provocatoria esaltazione dell’occultamento e della segretezza.
Un percorso temerario e trepidante per il lato freak del giornalismo letterario: Gabriela Wiener ci regala con queste 13 divertenti crónicas uno spaccato sui lati più oscuri e meno esplorati della nostra società. Inizia con un viaggio dantesco attraverso le carceri sudamericane per studiare il linguaggio segreto dei tatuaggi, segue poi l'esplorazione dell'universo degli scambisti; una traversata notturna dei tenebrosi sentieri del Bois de Boulogne; l'esperienza in prima persona della donazione di ovuli; un rituale d'assunzione dell'ayahuasca nel mezzo della selva amazzonica. Il tutto con il fine di provare personalmente quello di cui poi scriverà.
La crisi domina il passaggio d’epoca che stiamo vivendo. È in crisi l’economia, ma sono in crisi anche la politica, almeno per come l’abbiamo conosciuta nel secolo scorso, e le nostre stesse esistenze individuali, rese vulnerabili dalle oscillazioni del mercato del lavoro e dal disfarsi dei legami sociali e politici ereditati dalla modernità. Eppure, contrariamente a quanto una certa tradizione vorrebbe indurci a pensare, questa crisi non passa: sembra permanente, senza vie d’uscita e senza alternative.
I segreti più profondi della Cia e dell’Nsa sono stati hackerati e resi pubblici, più di una volta. Ma stai certo che da nessuna parte, nemmeno nel dark web, troverai una copia dell’algoritmo di ricerca di Google o dell’algoritmo del feed di Facebook. Oggi questi algoritmi determinano l’andamento della vita umana sul nostro pianeta. Jaron Lanier, informatico della Silicon Valley, pioniere della realtà virtuale, non ha nessun account social. In Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social spiega perché non dovresti averne nemmeno tu.
Un reportage di grande attualità. Uno sguardo dall’interno su tre anni di eventi rivoluzionari che hanno cambiato l’Egitto. Ben oltre la cronaca, il libro rivela l’immagine di un Paese che in poco tempo ha visto il movimento di piazza trasformarsi in un colpo di stato militare ed è alle prese oggi con una condizione di severo e completo controllo sociale e politico.
Al tempo della crisi della politica un saggio che riporta al centro la politica nella sua accezione più nobile e disinteressata. Non “l’arte del possibile” o del compromesso né l’affarismo disgustoso cui ci hanno abituato le cronache.
Una memoria sulle sparizioni di curdi dagli anni 80 in Turchia, vittime di esecuzioni extragiudiziali, l'allarmente serie ininterrotta di desaparecidos curdi. Di alcuni è stato trovato il corpo di altri non si è saputo più nulla, nel libro sono elencati i nomi e le circostanze delle sparizioni /esecuzioni. Per non dimenticare e per denunciare l'assordante silenzio che copre questi eventi.
Dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lucania, il Lazio e la Campania, i braccianti immigrati sono sempre più spesso vittime di un caporalato feroce, che li rinchiude in veri e propri “ghetti a pagamento”, in cui tutto ha un prezzo e niente è dato per scontato, nemmeno un medico in caso di bisogno. Un reportage fatto di storie raccontate da chi vive in questa situazione al limite della sopportazione fisica e psicologica, un incredibile viaggio nei nuovi ghetti disseminati per l’Italia da nord e sud. La mappa di un paese ridisegnato da razzismo, ingiustizia e indifferenza.
L’autore ripercorre la storia egiziana dalla rivoluzione del 2011 a oggi, dimostrando come in realtà dietro l'omicidio Regeni ci sia un ordinario Stato di polizia in cui restrizioni di libertà e sparizioni non sono affatto un’eccezione. E svela anche i rapporti di connivenza tra questo regime e l’Italia, primo partner commerciale dell’Egitto in Europa con legami che vanno oltre il mero dato economico, accordi sulle politiche migratorie e una rivendicata amicizia tra al-Sisi e Matteo Renzi.