Necronomicon (rarissimo, da collezione)

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« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo. » (Abdul Alhazred, dalla prefazione al Necronomicon.)
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Necronomicon 

di Abdul Alhazred   [Yemen]

L'infame e pericoloso libro si presenta in questa rarissima copia sopravvissuta:

  • Traduzione in italiano antico
  • Rilegatura in pelle umana 
  • Carta pergamenata
  • Stampa al torchio
  • Illustrato

« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo. » (Abdul Alhazred, dalla prefazione al Necronomicon.)

Il titolo originale del NECRONOMICON è Al Azif, un termine arabo che sarebbe usato per indicare i suoni notturni prodotti da certi insetti, ma che la tradizione popolare identifica con il linguaggio dei demoni. L'autore di questo libro è Abdul Alhazred, un poeta pazzo di San'a, nello Yemen, probabilmente vissuto nel periodo omayyade (VII-VIII secolo) e che passò gli ultimi anni di vita a Damasco, dove scrisse il libro, intorno al 730, e dove morì, nel 738, in circostanze misteriose fatto a pezzi in pieno giorno da un essere invisibile. Il libro contiene un racconto mitologico sui Grandi Antichi, la loro storia e i metodi per invocarli. Del libro fu fatta una traduzione in greco ad opera di Teodoro Fileta (responsabile anche del nome greco Necronomicon), forse un monaco ortodosso di Costantinopoli, nel 950 e una in latino ad opera del danese Olaus Wormius nel 1228 (in realtà, il vero Olaus Wormius/Ole Worm è vissuto tra il XVI e il XVII secolo), il quale annota nella prefazione come l'originale arabo fosse già considerato perduto ai suoi tempi. La versione latina fu stampata due volte: una prima volta in caratteri gotici, presumibilmente in Germania, nel XV secolo; una seconda volta nel XVII secolo, probabilmente in Spagna. Il mago elisabettiano John Dee e il suo assistente Edward Kelley entrarono in possesso di una copia del Necronomicon a Praga, durante una visita all'imperatore "occultista" Rodolfo II e si ritiene che ne abbiano fatto una traduzione in inglese, della quale rimangono solo alcuni frammenti. Già dal medioevo il libro è stato messo all'indice dalla Chiesa cristiana e poi, via via, da tutte le religioni organizzate del mondo. L'enorme potere del Necronomicon e le abissali "verità" che disvela portano alla follia chiunque lo legga. A oggi del libro rimangono solo pochissime copie custodite gelosamente dai cultori dei Grandi Antichi.

Cronologia

  • 730 - Abdul Alhazred scrive a Damasco il libro Al Azif.
  • 950 - Teodoro Fileta a Costantinopoli traduce in greco Al Azif con il titolo Necronomicon.
  • 1050 - Il Patriarca Michele ordina la distruzione delle copie tradotte in greco. Il testo arabo originale sparisce.
  • 1070 - Teofilatto traduce di nuovo in greco Al Azif.
  • 1228 - Olaus Wormius traduce in latino il testo in greco del Necronomicon.
  • 1232 - Papa Gregorio IX ordina la distruzione delle copie in greco e latino del Necronomicon.
  • XV secolo - Edizione tedesca in caratteri gotici della traduzione latina.
  • 1472 - Edizione di Lione (Francia) della traduzione latina di Olaus Wormius.
  • 1550 - Edizione italiana del testo in greco.
  • 1580 o 1586 - Traduzione inglese del Necronomicon latino, frammentaria e mai stampata, ad opera di John Dee e Edward Kelly.
  • 1598 - Altra versione inglese del Necronomicon latino, ad opera del barone Federico I del Sussex che la intitola Cultus Maleficarum, meglio nota come Manoscritto del Sussex.
  • 1622 - Edizione spagnola della traduzione latina.

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N.B. le descrizioni precedenti non corrispondono alla realtà,  

come anche il testo precedente  che narra

la storia fittiza del "Necronomicon"  raccontata da Lovecraft.

Segue la descrizione reale del presente volume e della sua storia.

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STORIA del Necronomicon nel mondo reale

Il Necronomicon è uno pseudobiblium, cioè un libro mai scritto ma citato come se fosse vero in libri realmente esistenti. Il Necronomicon, infatti, è un espediente letterario creato dallo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti di genere horror o fantascientifico. Lo stesso Lovecraft fu quasi costretto, a un certo punto, a confessare che il Necronomicon era una sua invenzione quando si accorse che troppi suoi lettori lo avevano preso sul serio; ed anche oggi non mancano persone che credono alla reale esistenza del Necronomicon. C'è incertezza su quale possa essere stata la fonte ispiratrice di Lovecraft per la creazione del Necronomicon. Secondo Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco sarebbe stata la Chiave di Salomone, un celebre grimorio che l'autore di Providence avrebbe conosciuto attraverso Cerimonial Magic, un libro di Arthur Edward Waite del 1898, mentre secondo lo studioso statunitense Roger Bryant il Necronomicon sarebbe un adattamento del Picatrix, un testo arabo di magia del XII secolo. Per Domenico Cammarota, invece, il Picatrix non può essere la fonte del Necronomicon perché non è un testo di magia, ma di alchimia e di erboristeria. Lovecraft, però, si sarebbe ispirato al suo autore, l'alchimista iracheno ‘Abd al-Latīf, per creare la figura di Abdul Alhazred. Il libro cominciò ad uscire dalla finzione letteraria per entrare nel mondo reale nel 1941, quando un antiquario di New York, Philip Duchesne, mise nel proprio catalogo un riferimento al Necronomicon, di cui forniva la descrizione e fissava il prezzo a 900 dollari. Nel 1953 il giornalista Arthur Scott, in un articolo sul mensile statunitense Sir!, sostenne che il Necronomicon fosse scritto su fogli di pelle umana prelevata da persone uccise con fatture stregonesche. Da quel momento si moltiplicano i riferimenti al Necronomicon sui bollettini dei bibliofili e perfino nel catalogo della Biblioteca Centrale dell'Università della California. Alla fine degli anni sessanta Lyon Sprague De Camp, durante un viaggio in Oriente, acquista uno strano manoscritto proveniente da un villaggio del nord dell'Iraq e al ritorno lo fa esaminare da alcuni esperti americani che però lo avvertono che il testo è una sequenza di segni priva di significato, che cerca di assomigliare al persiano e che risale al XIX secolo: un imbroglio, insomma. Sprague De Camp decide comunque di pubblicarlo in facsimile, raccontando la vicenda e facendolo passare per il Necronomicon, aggiungendo particolari inquietanti per rendere il tutto verosimile. Negli anni settanta Colin Wilson sostiene che Lovecraft mentiva quando affermava che il Necronomicon non esiste, per coprire le responsabilità del padre, affiliato alla massoneria egiziana fondata da Cagliostro e possessore di una copia del Necronomicon (probabilmente, nella traduzione inglese effettuata da John Dee).

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IL VOLUME QUI IN VENDTA

è un esemplare unico, trattandosi di un prodotto artigianale, curato da Ugo Ciaccio , scrittore, autore di "Nekros" e "L'anima nera di nostro signore"

prima di questo volume l'autore si era cimentato in  una prima versione del libro che per questo motivo reca la dicitura esemplare n°2

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NECRONOMICON - Il falso di un falso  di Ugo Ciaccio

Oggetto libro - Trovandoci a ricostruire uno pseudobiblion tanto discusso e vivo nell’immaginario bibliofiliaco da risultare, a ragione o a torto, come una vera e propria icona del genere, ci siamo posti la questione della veste tipografica, nonchè della legatura dal punto di vista filologico.

La veste tipografica - Per quanto riguarda la veste tipografica, è stato adottato uno schema presente in un arco di tempo ampio della storia del libro, con elementi quali le segnature sulla prima metà delle carte di ogni quinterno, tipico della tipografia italiana, con relativo registro, parole guida su ogni foglio e paginazione. I caratteri utilizzati presentano le irregolarità tipiche dell’usura dovuta all’impressione manuale, nonché all’usura degli stessi. Per fare ciò abbiamo messo a punto un software che permettesse, da un lato l’impaginazione secondo lo schema collazionale analizzato, dall’altro la simulazione dell’utilizzo di punzoni distinti per i diversi caratteri. Infine, per la carta da utilizzare in stampa, siamo ricorsi a quella delle cartiere amalfitane, come negli originali dell’epoca.

La legatura - Si tramanda che tale testo fosse coperto in pelle umana; che esso sia esistito o meno, ciò che sembra certo è che altri libri, tutt’oggi presenti in alcune biblioteche europee, ne siano rivestiti. Questo particolare tipo di pelle, per essere utilizzato a tale scopo, dovrebbe essere conciato proprio come la pelle di capra, montone, agnellone ecc. per trasformarsi così in quella pergamena, dal colore bianco lattescente, che tanto era gradita ai bibliofili italiani nei secoli passati. Per questo abbiamo scelto la pergamena per ricostruirne l’involucro, utilizzando pelle di montone acquistata presso la bottega Veronese di Laura Lui.

Le stampe - Silografia a tutta pagina e lettere capitali. L’architetto Ada Romita si è occupata della riproduzione a china delle silografie incluse nel testo. Si tratta delle quattro lettere capitali che introducono rispettivamente la prefazione e le parti denominate: libro primo, libro secondo e libro terzo; corrispondenti alle lettere: "È", "E", "N" e "C". E di tre silografie a tutta pagina.

Il Contenuto - Riguardo la descrizione del contenuto, rimandiamo al testo Nekros di Ugo Ciaccio (Bietti, 2011) nel quale, anche se in maniera romanzata, ne è descritto il lavoro metaletterario composto da tre libri: DEI MAGGIORI - del Signore di cui Nulla puo’ dirsi (Hastur)II - del Signore delle Nebbie (Shub Niggurath)III - del Signore del Filo (atlach nacha)IV - del Signore dell’Orrido (Ghatanothoa)V - del Signore della Follia (Nyarlathotep)VI - della Grande Fiamma (Chtuga)VII - del Signore dell’Abisso (Chtulhu)VIII - del Signore Guardiano  (Cyaegha)IX - del Caos Sultano (Azathot)X - del Signore dei Venti (Ithaqua)XI - del Signore del Mutamento (Y’golonac)XII - del Signore dello Specchio (Zhar)XIII - del Signore del Vuoto (Nodens)XIV - del Signore dei Serpenti (Yig)XV - del Signore dei Terremoti (Shudde M’ell)XVI - del Signore delle Terre (Nyoghta)XVII - del Signore delle Lucertole (Zoth-Ommog)XVIII - del Signore delle Paludi  (Tsatthoggua)XIX - del Signore della Materia (Yog-Sothoth)DEI MINORIXX del gobbo mostruoso (N.A.)XXI - dei grigi pesci del profondo (forse Dagon) XXII - dei ruvidi delle caverne (N.A.)XXIII - dei precedenti (N.A.)Ci teniamo a precisare che l’associazione è del tutto arbitraria ma, probabilmente, le suggestioni che affiorano dai canti del Necronomicon, sono le stesse che hanno ispirato le invenzioni narrative sotto forma degli esseri mostruosi che citiamo. DEI CANTI, O SIA IL SECONDO LIBRO Nel quale si trovano quelle cose utili e necessarie al dialogo con esseri che per loro natura sono indifferenti all’uomo. Si ritiene che senza queste arcane informazioni non vi sia modo alcuno di comprenderne i moti.L’analisi del secondo libro è senz’altro la più complessa, DEL SIMULACRO, O SIA IL TERZO LIBRO Nel quale vengono narrate le vicende di un meritevole ed antico viaggiatore che ha potuto vedere e tramandare tutte le cose che in quest’opera sono mostrate e molte altre che sono avvenute prima e dopo di lui.Il terzo libro è il punto di partenza per un’analisi approfondita della teoria NNE (Nekros, Nomos, Eikon)

AUTORE (di questo esemplare) Ugo Ciaccio, scrittore,  è nato nel 1969 a Napoli, dove vive e lavora. Per passione colleziona e falsifica testi antichi. Nekros, il suo primo romanzo, è uscito per Bietti nel 2011. Il secondo, L'anima nera di nostro Signore, nel 2013, sempre per Bietti.

RILEGATO
DA COLLEZIONE (prime edizioni, autografi, fuori catalogo, esemplari di difficile reperibilità, etc.)

 

 

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