Diari antartici

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La sfida dell'uomo all'estremo Sud nei diari di quattro celebri esplorazioni antartiche. La prima marcia verso il polo (1902-03) raccontata da Scott; la spedizione di Shackleton (1908-09) che si ferma a 97 miglia dall'obiettivo; il primo viaggio invernale di Wilson (1911) e, ancora dal diario di Wilson, la conquista del polo e il tragico destino della squadra di Scott nel 1911-12.
Autore
Scott Robert F.; Shackleton Ernest; Wilson Edward O.
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Diari antartici

di Scott Robert F.; Shackleton Ernest; Wilson Edward O.

pag 366

Dopo aver letto i diari d’esplorazione di questo libro, forse il lettore avrà più chiaro l’obiettivo di quell’andare apparentemente senza senso che conduce al punto estremo focalizzato al centro del continente antartico e che, al contrario di ogni altra esplorazione, non è rivolto a un luogo geografico significativo (una vetta, una foce, una sorgente, un’isola). Non è neppure una città fantasma, una mitica Eldorado, un continente sommerso. Il punto inseguito dagli esploratori antartici è semplicemente un luogo geometrico, un punto originato dalla forma sferica della Terra e dalla cartografia che ha cercato di misurare il pianeta: il punto d’incontro tra la natura e la scienza geografica. Ma è anche uno dei dati di un problema di fisica. L’altro dato, necessario per risolvere il problema, è stabilito dalla resistenza degli uomini che cercano di raggiungere quel punto. Ovvero, dato un punto geografico, come si può raggiungerlo conoscendo attrito e forza motrice del punto mobile.
Il primo viaggio di Scott è aleatorio, sembra più il lancio di un sasso verso il cielo, in quella direzione indeterminata che è soltanto lontananza dal punto di partenza e che termina la sua corsa troppo lontano dal bersaglio per fornire dati significativi.
La spedizione di Shackleton ha spostato in avanti la tensione di quell’elastico e s’è fermata a 97 miglia dall’obiettivo. Le difficoltà sopraggiunte durante il viaggio di ritorno hanno dato ragione all’esploratore che, effettivamente, aveva misurato bene le capacità e la resistenza umane. Non sarebbe stato lui a trarre le conseguenze dalla sua esperienza, ma sarebbe toccato a Scott valutare di persona quanto difficile era percorrere quelle ulteriori 97 miglia.
L’ultima spedizione di Scott – qui documentata dal diario di Wilson – racconta quel che Shackleton ha pensato non dovesse essere vissuto.

Racconta quel che c’è oltre il limite delle capacità umane.

 


Robert F. Scott

 

Il nome di Robert Falcon Scott (1868-1912) è indissolubilmente legato alla 'corsa' al polo Sud che lo vide preceduto di poche settimane dalla squadra norvegese di Roald Amundsen, e che si concluse con la morte dell'esploratore britannico e di quattro dei suoi compagni sulla strada del ritorno. Prima della tragica spedizione della Terra Nova (1910-1912), Scott aveva comandato anche quella della Discovery (1901-1904), compiendo insieme a Ernest Shackleton e Edward Wilson la prima marcia di avvicinamento al polo Sud mai tentata dall’uomo.

Ernest Shackleton

 

Ernest Shackleton (1874-1922) visse da protagonista l’epoca d’oro delle spedizioni antartiche. Prese parte al viaggio della Discovery, guidata da Scott; poi comandò la Nimrod nella spedizione culminata con il Farthest South, il record di avvicinamento al polo Sud, l’ultimo prima della definitiva conquista da parte di Amundsen. L’impresa gli valse gloria e riconoscimenti in patria, accresciuti dalla sfortunata, eroica impresa dell’Endurance che Shackleton stesso racconterà in Sud. Morì in Georgia del Sud, mentre era impegnato nell’ennesima spedizione antartica.

Edward A. Wilson

 

Edward Adrian Wilson (1872-1912), fisico, naturalista e pittore inglese, prese parte alle due spedizioni in Antartide guidate da Robert Scott. Durante la spedizione della Terra Nova, comandò la prima marcia antartica invernale, che nel luglio 1911 raggiunse capo Crozier, sull’isola di Ross, per effettuare studi sulla colonia di pinguini imperatore. Nell’estate successiva prese parte alla marcia verso il polo Sud, trovando la morte insieme ai suoi compagni sulla via del ritorno.

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