Tutto si muove intorno a me

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Laferrière torna a scrivere di Haiti e aggiunge un nuovo, toccante capitolo alla storia del suo paese e della sua gente.
Autore
Dany Laferrière
 Back to: Romanzi / Narrativa

Tutto si muove intorno a me

Dany Laferrière

traduzione di Giuseppe Girimonti Greco e Francesca Scala

pagine 136

[Haiti]

 

Port-au-Prince, 12 gennaio 2010. Un boato improvviso – sembra il rumore di un treno in corsa, la raffica di una mitragliatrice – e la terra che si scuote per un lungo, interminabile minuto. Dany Laferrière è seduto a un tavolo dell’hotel Karibe insieme a un amico. La corsa verso il giardino, il panico, il rumore sordo dei palazzi che crollano al suolo. Il silenzio. Comincia da qui il racconto dei giorni del terribile terremoto che ha diviso in due il tempo di Haiti. Le notti all’addiaccio, la paura, gli amici scomparsi, le piccole storie dei sopravvissuti e di chi invece non ce l’ha fatta. Le immagini si alternano, si sovrappongono, e c’è spazio anche per un Laferrière più intimo, che parla di sua madre, di zia Renée, della vita familiare nel quartiere di Delmas. La narrazione procede, lentamente l’autore prende coscienza del ruolo secondario che ha nella tragedia e il suo «io» si trasforma in «io» collettivo, quello di un popolo che scende in strada a cantare per commemorare tutte le vittime con fierezza, dignità, e una tenacia di fronte alla sventura simboleggiata dalla donna che già il mattino successivo al sisma se ne sta seduta per strada, con la schiena contro il muro, sperando di vendere i suoi manghi. Dopo la serie di romanzi del «ciclo haitiano» e L’enigma del ritorno, Laferrière torna a scrivere di Haiti e aggiunge un nuovo, toccante capitolo alla storia del suo paese e della sua gente.

 

AUTORE

Dany Laferrière è nato a Port-au-Prince nel 1953. Trascorsa l’infanzia con la nonna a Petit-Goâve – dove la madre lo aveva mandato per proteggerlo da eventuali rappresaglie del regime legate all’attività del padre –, fa ritorno nella capitale nel 1964. Finiti gli studi, inizia a collaborare con Radio Haïti-Inter e con il settimanale «Le Petit Samedi Soir». Dopo l’omicidio dell’amico e collega Gasner Raymond per mano dei tonton macoutes, la terribile polizia segreta dei Duvalier, nel 1976 Laferrière lascia precipitosamente l’isola e ripara a Montréal. Nel 1985 esce il suo primo libro, Come far l’amore con un negro senza far fatica, che diventa un caso letterario, suscitando anche numerose polemiche per l’adattamento cinematografico del 1989 firmato da Laferrière e Richard Sadler, e diretto da Jacques W. Benoit. Tra le altre sue opere, L’Odeur du café, Verso il Sud – finalista al Prix Renaudot, da cui è stato tratto l’omonimo film –, L’enigma del ritorno, vincitore del Prix Médicis e di altri prestigiosi riconoscimenti, e L’Art presque perdu de ne rien faire. Nel 2013 Laferrière è stato eletto al seggio 2 dell’Académie française, primo haitiano e primo canadese a ricevere questo onore.

brossura
lIbro nuovo

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