Le calligrafie del Corvo
Le calligrafie del Corvo
di Francette Vigneron
pag 424
Una cittadina francese, Tulle, agli inizi del secolo scorso. Una provincia un po’ appartata, un posto come tanti, con la quiete dei vicoli e l’animazione delle piazze, il mercato e la cattedrale, e la Corrèze, il fiume placido costeggiato di alberi ombrosi. Tulle, abitata da distinti borghesi, e da antiche famiglie di artigiani e commercianti. Tulle, una provincia tipica, in cui le velleità urbane convivono con le radici contadine. Un luogo tranquillo, insomma. Che cosa potrà mai accadere di straordinario nella placida, anonima Tulle?
È il 1917 quando la prima di una lunga serie di lettere anonime, firmate “l’Occhio di Tigre”, comincia a incrinarne la calma apparente, prima in maniera sotterranea, poi sempre più eclatante, sollevando il coperchio su un groviglio di vizi veri o presunti, che sembrano concentrarsi all’interno della più severa istituzione cittadina, la Prefettura, e che disseminano odio e oscenità fino a causare la morte di due innocenti.
La vicenda che tenne la Francia con il fiato sospeso, scuotendo l’opinione pubblica e chiamando in causa le voci dei più autorevoli medici e scienziati dell’epoca, terminò con un processo fra i più celebri del secolo.
Chi era dunque l’uccello del malaugurio, l’oscuro firmatario delle migliaia di lettere vergate a mano che per cinque lunghi anni tenne in scacco un’intera comunità?
Una vicenda realmente accaduta, un celebre caso giudiziario che durante l’occupazione tedesca della Francia ispirò a Jean Cocteau la pièce teatrale La macchina per scrivere (1941), e a Henri-Georges Clouzot il film Il Corvo (1943), ricostruita dall’autrice su documenti dell’epoca con l’accuratezza del migliori storici e l’abilità di una scrittrice di noir.
Autore
Francette Vigneron è nata a Parigi nel 1954. Dopo una carriera come giornalista si è consacrata alla scrittura saggistica, occupandosi di misteri e storia del crimine. Ha pubblicato La Bête du Gévaudan (2006) e, insieme a Franck Meynal, L’Affaire des chiens d’Egletons (2009).
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