Terribile splendore. La più bella partita di tennis di tutti i tempi

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Il 20 luglio 1937 il campo centrale di Wimbledon è «verde e teso come un panno da biliardo». È il giorno della finale interzone di Coppa Davis e di fronte a quattordicimila spettatori va in scena la più bella partita di tennis di tutti i tempi: l’imberbe proletario dai capelli rossi Don Budge affronta l’idolo del pubblico, il barone von Cramm. Sul finire della Grande depressione, alle soglie della Seconda guerra mondiale, il significato dell’incontro tra l’americano numero uno al mondo e l’elegante aristocratico tedesco travalica i confini dello sport: Budge si batte per la gloria della patria, von Cramm per la sua stessa vita. Inviso al regime nazista, sorvegliato dalla Gestapo, la strategia di sopravvivenza del barone funziona sulla base dei successi collezionati sul campo. Von Cramm però sembra teso, il suo volto meno luminoso del solito. Poco prima del match una telefonata imprevista deve averlo messo in agitazione: «Era Hitler, voleva augurarmi buona fortuna».
Autore
Marshall Jon Fisher
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Terribile splendore. 

- La più bella partita di tennis di tutti i tempi

Marshall Jon Fisher

pagine 384

 

«Le partite più belle sono quelle dove ci si gioca la vita. Hanno splendore, tragicità, mistero». Emanuela Audisio, la Repubblica

«Sono stato amico di Gottfried von Cramm. Il giorno in cui, dopo averlo incontrato sul campo, gli domandai se potessi abbozzare una sua biografia mi disse che non desiderava ricordare il passato. Qualcuno lo ha fatto per lui, in questo libro». Gianni Clerici

 

Il 20 luglio 1937 il campo centrale di Wimbledon è «verde e teso come un panno da biliardo». È il giorno della finale interzone di Coppa Davis e di fronte a quattordicimila spettatori va in scena la più bella partita di tennis di tutti i tempi: l’imberbe proletario dai capelli rossi Don Budge affronta l’idolo del pubblico, il barone von Cramm. Sul finire della Grande depressione, alle soglie della Seconda guerra mondiale, il significato dell’incontro tra l’americano numero uno al mondo e l’elegante aristocratico tedesco travalica i confini dello sport: Budge si batte per la gloria della patria, von Cramm per la sua stessa vita. Inviso al regime nazista, sorvegliato dalla Gestapo, la strategia di sopravvivenza del barone funziona sulla base dei successi collezionati sul campo. Von Cramm però sembra teso, il suo volto meno luminoso del solito. Poco prima del match una telefonata imprevista deve averlo messo in agitazione: «Era Hitler, voleva augurarmi buona fortuna».

 

Autore

Marshall Jon Fisher (1963, Ithaca, New York) si è laureato alla Brandeis University, Massachusetts. È stato tennista professionista a Monaco e giornalista sportivo a Miami. Dal 1989 vive a Boston, dove lavora come scrittore e editor free-lance. I suoi articoli sono apparsi su «The Atlantic Monthly» e «Harper’s Magazine». Terribile splendore si è aggiudicato nel 2010 il Pen/Espn Award for Literary Sports Writing.

 

 

brossura
lIbro nuovo

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