Lo spazzacamino e il Duce

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I primi decenni del secolo scorso, la presenza del giovane Mussolini a Trento, la nascita del fascismo e dell’antifascismo in regione, i movimenti anarchici e di sinistra con un excursus nella guerra civile spagnola, sulle tracce di un trentino finito a combattere nelle file degli antifranchisti, sono i temi che l’autore indaga, puntando, però – ed ecco perché più di romanzo che non di saggio si tratta – sempre e comunque sui personaggi, sugli uomini e sulle donne, su Nino, Basco, Mansueto e Dorina, che, con le loro piccole o grandi vite, danno verità e forza al racconto, ma insieme anche levità e grazia.
Autore
Renzo Francescotti
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Lo spazzacamino e il Duce

di Renzo Francescotti 

Presentazione di Isabella Bossi Fedrigotti

pag 272

formato 13x20,5

 

I primi decenni del secolo scorso, la presenza del giovane Mussolini a Trento, la nascita del fascismo e dell’antifascismo in regione, i movimenti anarchici e di sinistra con un excursus nella guerra civile spagnola, sulle tracce di un trentino finito a combattere nelle file degli antifranchisti, sono i temi che l’autore indaga, puntando, però – ed ecco perché più di romanzo che non di saggio si tratta – sempre e comunque sui personaggi, sugli uomini e sulle donne, su Nino, Basco, Mansueto e Dorina, che, con le loro piccole o grandi vite, danno verità e forza al racconto, ma insieme anche levità e grazia.

Sono questi uomini e queste donne che restano nel cuore a libro chiuso, assieme a Trento, teatro e sfondo dell’azione, con le sue case, le strade, i ponti, il fiume, le chiese e le piazze: quartieri secondari, per lo più, e popolari, da dove il Duomo e i bei palazzi del centro appena s’intravedono, qualche volta.

Una Trento d’altri tempi, ovviamente, meno lustra, meno ordinata e ripulita di quella di oggi ma, inutile dirlo, anche più umana più povera e più vera: tale, in altre parole, da ispirare all’autore, che pure deve averla conosciuta quasi solo attraverso letture e racconti, una tangibile, infinita nostalgia. Isabella Bossi Fedrigotti.

 

Autore

Renzo Francescotti (Cles, 22 settembre 1938) è un poeta e scrittore italiano.

Suo padre, originario della Val Giudicarie, era controllore zootecnico nelle valli di Non e di Sole; sua madre, maestra in un paese non lontano da Cles era di Pedersano, paese nei pressi di Rovereto (Tn). Ha 22 mesi quando la sua famiglia si trasferisce a Trento, la città dove ha sempre abitato. Renzo a 17 anni perde il padre molto amato, per cui ha scritto poesie incluse nella sua prima raccolta di versi “Niente e qualcosa è la vita”, pubblicata a Milano 24 anni,che raccoglie poesie scritte tra i 16 e i 23 anni. Ha meno di 18 anni quando si diploma all’Istituto Magistrale; poco più di 22 anni quando si laurea in Materie Letterarie a Padova. Nel frattempo ha già cominciato a insegnare nelle suole Medie e poi nelle Medie Superiori, in un insegnamento che durerà per 37 anni sino alla quiescenza.Nel febbraio del fatidico 1968, con un gruppo di studenti dell’Istituto “Tambosi” di Trento fonda il Gruppo Interpretativo Gi0ovanile che si intitolerà a Pablo Neruda nel 1972, all'indomani della morte del grande poeta sudamericano del quale il Gruppo aveva recitati versi sin dal 1969. Il Gruppo “Neruda” ha al suo attivo circa 700 letture, recital e soprattutto spettacoli di poesia, musica, canto, pittura messi in scena in Trentino Alto Adige,Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e all’estero, in Ungheria, Germania e Francia. I testi degli spettacoli, in italiano ma più spesso in dialetto, sono di Renzo Francescotti, tratti dalle sue raccolte di poesia e dai suoi poemetti. Con al suo attivi oltre cinquanta libri Renzo Francescotti è uno scrittore che utilizza vari registri linguistici , si iscrive in vari generi letterari: la poesia in dialetto e in lingua nazionale, la narrativa, i saggi storici, letterari e artistici, il teatro, il giornalismo… Del 1968 è il suo primo libro diversi in dialetto, “El ritorno”, primo di tre poemetti il dialetto trentino sul tema dell’emigrazione, che saranno ripubblicati in unico volume, “Emigranti” (1988), un unicum poetico su questo tema nel panorama nazionale.A 26 anni, nel 1966, Francescotti pubblica con “Paravia” a Torino “Il Battaglione Gherlenda”- romanzo storico sulla resistenza trentina che è stato preceduto l’anno prima dal saggio “La Resistenza nel Tesino”- primo suo romanzo e primo di una serie di sei romanzi ambientati tra le due Guerre mondiali, Sono romanzi che dal Trentino si allargano in altre regioni e all’estero, in cui i temi sociali e storici, anticipati in saggi storici precedenti, sono raccontati in un personale tono epico-lirico. Hanno scritto su questo autore prefazioni e recensioni critici e autori famosi come Giorgio Bàrberi Squarotti, Tullio De Mauro, Cesare Vivaldi, Giacinto Spagnoletti, Raffaele De Grada , Paolo Ruffilli, Isabella Bossi Fedrigotti, Franco Loi. Come poeta in dialetto Francescotti è considerato uno dei più significativi in campo nazionale: già nel 1981 Tavo Burat lo definiva “uno dei maggiori ‘dialettali’ contemporanei” mentre nel 1987 Tullio De Mauro lo citava assieme a suoi versi nel suo saggio L’Italia delle Italie. Il suon poemetto Celtica (1997) è stato tradotto e pubblicato l’anno seguente in Romania. Il suo capolavoro in dialetto è considerato Lóvi solagni- Lupi solitari, Curcu & Genovese,Trento, 2007, un poema di 350 pagine che unifica cinque poemetti, introdotto da un saggio del poeta e saggista piemontese Tavo Burat che così conclude: “Con questo poema Lovi solagni-Lupi solitari - portato avanti caparbiamente per l’arco di dodici anni, Renzo Francescotti ha dato al Trentino la più esemplare opera della sua letteratura dialettale, oltre che un poema che ha ben pochi esempi analoghi in campo nazionale.

brossura
lIbro nuovo

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